Episodio incredibile all'Ospedale. Topi avvistati dai pazienti nel reparto, poi chiuso. Oggi l'ASL ridimensiona l'accaduto ma c'è chi è pronto a giurare di non aver sognato. Quì di seguito l'articolo pubblicato il 21 scorso da Agostino Quero sulla Gazzetta del Mezzogiorno.
La scena deve essere stata terrificante.
La notte fra venerdì e sabato, nel reparto di
Ostetricia e a Neonatologia (il Nido) dell’ospedale di
Martina, i topi la facevano da padroni. C'è chi descrive
di ratti sui comodini, sulle suppellettili, oltre
che «tranquillamente» impegnati a passeggiare nel
reparto. Conseguenza: il reparto è stato chiuso, le
otto partorienti trasferite, sabato mattina alle 5,
nelle sale accanto al reparto di Urologia, e i neonati
trasportati in Pediatria. In ospedale ieri pomeriggio
sono arrivati sia i Carabinieri che i Vigili urbani
allertati dai parenti delle ricoverate, mentre il sindaco,
Franco Palazzo, incontrerà oggi il direttore
generale della Asl, Colasanto per capire cosa sia
accaduto e perchè.
E’ stata una notte da incubo per mamme e neonati.
Ma una notte da incubo anche per gli operatori
del reparto, che da circa un anno si trova ubicato
non più al terzo ma al primo piano del nosocomio di
Martina, occupando una zona del reparto di ortopedia
in attesa che i lavori di ristrutturazione
vengano completati e che Ostetricia torni nella sua
collocazione abituale. Al primo piano, l’odore del
latte per i topi probabilmente arrivati dalla rete
della fogna ha costituito un’occasione troppo ghiotta.
Questa una delle possibili spiegazioni fornite da
chi, più d’uno, non volendo essere citato, racconta la
terribile nottata di venerdì. Sabato pomeriggio si
potevano vedere sia le donne ricoverate che quelle
con bambini dar luogo ad un trasloco dal primo al
terzo piano perché in tutta fretta si è provveduto a
ritrasferire il reparto. Stavolta nei locali che erano
occupati dalle suore impiegate all’ospedale.
Andirivieni frenetico. Donne con bagagli al seguito,
aiutate dal personale o da familiari, per trovare
una nuova sistemazione e soprattutto per sfuggire
all’orrore della notte prima. Una sensazione
che con ogni probabilità non sarà dimenticata presto
dalle pazienti. Anche perchè se si trovano ora in
nuove sale, le donne, per partorire, devono comunque
essere portate in un’altra ala dell’ospedale, a
rischio che il cordone ombelicale venga strozzato.
Di qui la richiesta di intervento ai Carabinieri. A ciò
si aggiunga che alcune donne non possono allattare
perché i neonati sono in altra area dell’ospedale e
che alcuni infermieri, prendendo servizio, non sono
stati neanche informati dell’accaduto, mentre la
dottoressa che ieri pomeriggio era in reparto ha
dovuto fare l’impossibile per vedere come gestire la
situazione.
Ora si apre un caso preoccupante per la più
importante struttura sanitaria di Martina. Chiuso
il reparto di ostetricia perché si provveda ad una
disinfestazione e derattizzazione, occorre chiedersi
se non provenissero dalla rete fognante quegli animali.
E se sì, si aprirebbe un ulteriore fronte di
dubbio: gli interventi notturni di disinfestazione
annunciati dal Comune per ogni zona del centro
urbano sono piuttosto frequenti. E allora, come mai
u n’evenienza del genere nel caso in cui i topi provenissero
dal tronco di fogna? E per l’ospedale, nel
suo complesso, non sarebbe il caso di andare ad un
intervento radicale e immediato, di disinfestazione,
derattizzazione e sanificazione? E quali responsabilità
ci sono in questa storia, visto che qualcosa
non ha funzionato? Brutta vicenda quella di venerdì
notte, che mette in evidenza come al di là dei programmi
di sviluppo, le polemiche su come attuarli,
la realtà è ancora fatta di qualche vicenda ai limiti
del film dell’orrore.