Alla fine pagano sempre i soliti. E’ questa la conclusione a cui si è giunti nel corso dei lavori del consiglio comunale del 14.11.2006 quando si è finalmente discussa un’interpellanza al sindaco in attesa di risposta dal 24.3.2006. Sono occorsi otto lunghi mesi per avere conferma dei sospetti sollevati dal consigliere Anania Chiarelli in ordine alla (iniqua) gestione del Palazzetto dello Sport. Ma cosa è emerso?
Il Palazzetto dello Sport costa al Comune oltre 300 mila euro l’anno (riscaldamento, illuminazione, pulizia, custodia ecc.) e, nonostante un regolamento imponga il pagamento di una tariffa “a percentuale sugli incassi connessi all'uso degli impianti ( ad es. per manifestazioni o gare con pubblico pagante)” (art. 24), è stato concesso gratuitamente all’associazione “Martina Eventi” (a quanto pare molto vicina ad un consigliere di maggioranza) per lo svolgimento di numerosi concerti e spettacoli con pubblico pagante svoltisi nell’inverno 2005 (Max Pezzali, Francesco De Gregari, musical “Amici”, Nec, Enrico Ruggieri e Beppe Grillo). Questo grazie ad un decreto del sindaco Leonardo Conserva del 7.10.2005 (prot. 21977).
Il fatto.
27.1.2004:il consiglio comunale approva il REGOLAMENTO PER USO E GESTIONE IMPIANTI SPORTIVI. Esso stabilisce all’articolo 24 ed all’articolo 26 quanto segue:
ART. 24 - DETERMINAZIONE TARIFFE.
Per l'uso degli impianti sportivi comunali è dovuto, da parte degli utenti, il pagamento di apposite tariffe, determinate e aggiornate annualmente dal Consiglio Comunale in occasione della approvazione del Bilancio preventivo.
Le tariffe possono essere:
● orarie ( ad es. per gli allenamenti)
● a prestazione ( ad. es. per lo svolgimento di gare)
● a percentuale sugli incassi connessi all'uso degli impianti ( ad es. per manifestazioni o gare con pubblico pagante).
Le tariffe sono differenziate in base al tipo di impianto e alle tipologie di utilizzo ed in particolare saranno più elevate per i soggetti che perseguono fini di lucro.
L'uso degli impianti sportivi è subordinato al pagamento delle tariffe stabilite dal C.C., rapportate alle ore di utilizzo concesse.
Il mancato pagamento delle tariffe suddette è causa di revoca immediata della concessione in uso. Per gli impianti sportivi dati in concessione a terzi, la tariffa per l'uso dovuta dall'utente è pagata al concessionario; negli altri casi al Comune.
Dell'avvenuto pagamento sarà rilasciata regolare fattura da parte del Comune e fattura o ricevuta dalle società che gestiscono gli impianti e ne incassano le relative entrate.
Nel caso di esazione delle tariffe a percentuale sugli incassi, le società. gli enti o le persone che effettuano manifestazioni con ingresso a pagamento devono produrre in visione al termine di ogni mese le registrazioni tenute ai sensi delle imposte sugli spettacoli, sulle base delle quali vengono effettuati i conteggi delle somme dovute per l'uso degli impianti.
Nel caso di esazione a percentuale sugli incassi di singole manifestazioni non a carattere sportivo (concerti, feste di fine anno etc.), la percentuale sarà calcolata sull'incasso desunto dalle registrazioni tenute ai sensi delle imposte sugli spettacoli.
La concessione dell'impianto per manifestazioni non sportive viene rilasciata subordinatamente al pagamento di una apposita cauzione da parte dei richiedenti,
Le società che non ottemperino gli obblighi stabiliti per il presente articolo sono escluse dall'uso degli impianti, salva ogni azione per il recupero delle somme dovute.
A garanzia dei pagamenti il concessionario, o il Comune se l'impianto è gestito direttamente, può chiedere il pagamento di polizza fidejussoria, o cauzione.
In ogni impianto sportivo deve essere affissa in luogo accessibile e ben visibile agli utenti una tabella indicante le tariffe vigenti.
ART. 26 - USO GRATUITO DEGLIIMPIANTI
L'uso degli impianti comunali è concesso a titolo gratuito alle scuole elementari e medie che ne facciano richiesta, limitatamente al periodo scolastico e agli orari scolastici, compresa l'attività pomeridiana.
Per quanto riguarda specifiche esenzioni o vantaggi economici per l'uso di impianti sportivi si rimanda al vigente Regolamento per concessione di benefici economici.”
2.4.2004: avendo il consiglio comunale fissato solo i principi sopra riportati senza approvare le singole tariffe, queste ultime vengono fissate con decreto sindacale (n°8354). Il decreto stabilisce che per lo svolgimento di manifestazioni non sportive con ingresso a pagamento la tariffa è di € 100,00 l’ora oltre al 15% degli incassi documentati, il tutto maggiorato di IVA al 20%. Per gli allenamenti la tariffa è di € 15,00 l’ora.
Tali tariffe vengono applicate per tutti gli utilizzatori (allenamenti, eventi sportivi e musicali). In particolare, per gli spettacoli musicali viene imposto, oltre al pagamento del dovuto, di coprire il parquet del campo di gioco con idonei tappeti di protezione e di dotarsi di gruppo elettrogeno (si veda il nulla osta rilasciato alla Show and business per il concerto musicale di Biagio Antonacci).
7.10.2005: fino a questa data l’utilizzo del Palazzetto segue queste regole, tutto sommato corrette. Ma il 7.10.2005 accade qualcosa di strano. Infatti, per 14 spettacoli di intrattenimento (per lo più musicali e tutti con pubblico pagante) il sindaco, con decreto n°21977, concede all’associazione “Martina Eventi” l’uso gratuito del Palazzetto dello Sport. Motivazione: il Palazzetto non dispone di coperture per il parquet e di gruppo elettrogeno per cui deve essere concesso gratuitamente. Incredibile ma assolutamente vero. Una disparità di trattamento macroscopica con una perdita notevole per il Comune.
Il danno.
Considerato che per il concerto di Biagio Antonacci (il primo evento svoltosi al Palazzetto) la società organizzatrice deve circa 11.000,00 euro al Comune, non è difficile stimare l’ammanco derivato alle casse del comune (su almeno sei eventi svoltisi) per effetto del decreto del sindaco n°21977.
Tutto questo mentre la struttura costa a tutti i contribuenti martinesi oltre 300.000 euro all’anno, mentre le società sportive pagano regolarmente le tariffe previste dal primo decreto sindacale e mentre alcune di esse (p. es. la squadra di pallavolo maschile – campionato di serie B) sono addirittura costrette a rinunciare alla struttura - troppo costosa per le povere casse delle società sportive minori - dovendosi accontentare dell’utilizzo delle palestre scolastiche.
Ma che giustizia è questa?