Il prolungamento di Via dei Pini avrebbe potuto alleggerire l’insostenibile situazione di Viale dei Lecci, ormai divenuta arteria di grande scorrimento per i mezzi pesanti.
Avrebbe potuto essere e non è stato. Il copione è sempre lo stesso ed anche in questo caso tocca fare i conti con un’opera pubblica che, sebbene apprezzata e condivisa a parole da tutti, in ben cinque anni di amministrazione non è andata molto al di là di una semplice ipotesi, suggestiva ma pur sempre solo un’ipotesi.
Nel luglio 2003 in Consiglio Comunale viene proposto da Pasquale Lasorsa una proposta di ordine del giorno che mirava a destinare parte dell’avanzo di amministrazione per la realizzazione di un vecchio progetto (risalente al 1978) che prevedeva il collegamento tra via dei Pini e Via Guglielmi.
Il progetto originario (ing. Liviano D’Arcangelo), con piccoli adattamenti dovuti al mutato stato dei luoghi, avrebbe consentito di eliminare da Viale dei Lecci e Viale Stazione la maggior parte del traffico, soprattutto pesante, da e per la Zona Industriale. Chi abita in queste strade sa quanto intollerabile sia diventata la situazione in termini di vivibilità: in Viale dei Lecci - dove i cittadini hanno pure dovuto lottare non poco per lo spegnimento del semaforo che aveva reso ancor più esplosiva la situazione – i residenti e coloro che vi operano quotidianamente lamentano l’irrespirabilità dell’aria oltre alla pericolosità del transito degli autoarticolati in una zona altamente popolata e non concepita per far da circonvallazione “interna” alla città (vedi interpellanza al riguardo); in viale Stazione l’assurdo rilascio di autorizzazioni a raffica per l’apertura di supermercati ha reso l’intera area, già gravata dalla presenza della scuola, inaccessibile agli stessi residenti per i quali raggiungere casa e trovare un parcheggio è, soprattutto in alcune ore del giorno, una vera e propria impresa.
Ed allora, di fronte a una città che soffre per le pessime condizioni di vita di alcune zone, perché è tanto difficile per chi amministra mettere mano a progetti possibili?
Di fatto ad oggi si è solo affidato l’incarico di progettazione a due tecnici, l’ing. Donato Verboschi e l’arch. Giancarlo Russo, a cui è stato pure affidato il compito di prevedere l’allargamento del sottopasso ferroviario di Via Alberobello. Le due opere avrebbero consentito ai veicoli provenienti dalla S.S. 172 di poter contare su un semi anello che, attraverso Via Guglielmi e Via Alberobello, permetteva di evitare il centro urbano. Due piccole-grandi opere in grado di cambiare radicalmente il volto della nostra città.
Purtroppo, oltre l’affidamento dell’incarico e la stesura di un progetto preliminare non si è andati. I progettisti, infatti, non hanno trovato riscontro alla richiesta fatta al Sindaco il 12.10.2004 di indire una conferenza di servizi (cioè una riunione) con le Ferrovie Sud-Est per concordare le iniziative comunali con quelle in programma da parte delle FSE. Il progetto è caduto nel dimenticatoio e sarà ripreso magari in campagna elettorale per tentare di far presa sull’elettorato. Occhio all’inganno.