Fra i quartieri in emergenza di questa città quello di San Francesco merita un non invidiabile primato. Una viabilità caotica ed inidonea alla mole di traffico, soprattutto pesante, diretto alla zona industriale, l’assenza di adeguati spazi pubblici (in primis verde e parcheggi), la devastante condizione dello smaltimento delle acque meteoriche (per la mancanza, di fatto, di un sistema di raccolta), l’alta densità abitativa: questi gli ingredienti di una miscela esplosiva che ha portato l’intero quartiere in questi anni ad azioni forti attraverso un comitato di quartiere fra i più attivi in città. La situazione di Via della Resistenza non si sa se definirla tragica o ridicola. Ridicolo è sicuramente l’atteggiamento dell’amministrazione comunale che, pur fra mille proclami, ha abbandonato a se stesso il quartiere lasciando che un’arteria importante di quella zona continui a rimanere devastata dalle buche e su due distinte quote. Tragiche, invece, sono le conseguenze che si registrano ogni volta che le precipitazioni atmosferiche assumono una certa consistenza (il che, ormai, avviene sempre più spesso). Ancora nel mese di dicembre gli ultimi gravi disagi per i residenti per effetto delle piogge. I responsabili del comitato di quartiere, Martino Cannarile e Paolo Laddomada, così scrivevano il 18.12.2006:
“Se non si scherza col fuoco, ancor meno con l’acqua. Le copiose precipitazioni di queste ultime ore dimostrano, qualora ce ne fosse bisogno, che la raccolta delle acque è un dato prioritario per la messa in sicurezza degli stabili e conseguentemente per l’incolumità delle persone.
Nel nostro quartiere il cahier des doleances, com’è noto, è molto fitto, ma nell’incontro pubblico che tenemmo mercoledì scorso nella sala consiliare, invitati dal sindaco (assente) e dal vice-sindaco, sui Pirp il nostro portavoce ribadì che prima ancora della riqualificazione noi poniamo ed esigiamo un intervento organico per la raccolta delle acque. E questo non sarebbe un’eresia se si potesse realizzare attraverso questo strumento. Nell’incontro di lavoro sui Pirp che ci sarà martedì 19 al Comune su convocazione del vice-sindaco Fumarola noi ribadiremo con forza questa nostra posizione.
Le rassicurazioni per gli abitanti del nostro quartiere fatte dal sindaco dopo le piogge di luglio e agosto su questo problema sono del tutto inattendibili, perché non è seguito un solo atto amministrativo che andava in direzione della soluzione del problema. La siccità di questi mesi autunnali particolarmente miti ha fatto solo dimenticare il grave problema; ma adesso con il ritorno delle piogge ci sarà da tremare. Non è giusto che via Mottola, via della Resistenza e via Alberobello diventino il centro di raccolta delle acque di mezza città. Non è giusto che gli abitanti di queste zone paghino a caro prezzo madornali errori urbanistici che potrebbero causare pregiudizi ancor più gravi di quelli già subiti finora. Questa amministrazione che per bocca del primo cittadino dice di aver dato “alla città risposte concrete che attendeva da anni in fatto di realizzazione di opere pubbliche”(cfr le sue ultime dichiarazioni) nel nostro quartiere non ha fatto assolutamente nulla. Qui la situazione è peggiorata in termini di degrado ambientale, di diminuzione degli spazi e di congestione del traffico. Le due ultime concessioni edilizie (il centro commerciale dov’era Mondial Mobili e la costruzione in via Mottola adiacente l’aereo), rilasciate con un criterio a dir poco discutibile, prima o poi porteranno i loro … frutti, creando nuovi problemi in termini di parcheggi e circolazione stradale. Dal prossimo anno, inoltre, abbiamo informalmente appreso che la scuola materna “Santa Teresa” delle salesiane del centro storico si trasferirà all’istituto di via Mazzarello e questo significherà nelle ore di punta un appesantimento della congestione stradale.
E in fatto di “riqualificazione” che avrebbe apportato “in molte zone del centro urbano” farebbe meglio il sindaco Conserva a tacere, dal momento che siamo stati ridicolizzati a livello nazionale in “Striscia la notizia” per quella storia infinita dei pali di corso Italia. Ci dovrebbe indennizzare per la figuraccia che abbiamo fatto come cittadini di Martina Franca!!!”