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Ascoltando le dichiarazioni del personale medico ed infermieristico dell’ospedale di Martina, abbiamo appreso dell’enorme carenza di farmaci, iniziando da quelli chemioterapici, antibiotici, antinfiammatori, per arrivare al materiale di consumo giornaliero, come traverse, panni, disinfettanti, guanti, catereri, etc.
Praticamente critica la situazione del personale infermieristico, costretto a fare gli straordinari, non pagati, per carenza di unità a sostegno di quelle già presenti. Mancano, infatti, i fondi da stanziare a favore di nuove assunzioni.
Per giunta il rischio radiologico non è quantificato; praticamente il personale a lavoro è costantemente a rischio di radiazioni senza alcuna tutela legale, contravvenendo alle leggi sulla tutela della salute sul posto di lavoro, per giunta in un ospedale!
Dulcis in fundo, le interminabili file al CUP, le visite che si possono effettuare, in media, cinque mesi dopo le prenotazioni.
Che cosa fanno le istituzioni per migliorare la situazione, divenuta ormai insostenibile, a distanza, ormai, di sette mesi da quando la questione dell’ospedale fu oggetto di discussione in una seduta del consiglio comunale, alla presenza del dirigente sanitario provinciale, Marco Urago?
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